La Casa di Paolo – Approfondimento2018-04-06T08:42:06+00:00

Marina di Camerota è uno dei centri della costa cilentana più frequentati e noti. La nascita ufficiale del paese risale al 17 luglio 1848, quando il re Ferdinando di Borbone firma il decreto che stabilisce: “L’aggregato di case lungo il litorale di Camerota, prende il nome di Marina di Camerota”.

Il territorio è sito sul 40° parallelo nord e confina con Palinuro e San Giovanni a Piro. I vicini siti archeologici di Elea-Velia e Paestum, la magnifica Certosa di Padula, sono facilmente raggiungibili, oltre ai luoghi di grande interesse naturalistico quali l’Oasi del WWF a Morigerati e le suggestive cascate dei Capelli di Venere, a Casaletto Spartano, nonché le Grotte di Pertosa e la Valle delle Orchidee a Sassano.

Poco distante, il borgo marinaro di Marina di Pisciotta, conosciuto dai gourmet per l’alice di menaica, presidio Slow-food. Camerota ha ottenuto quello per il ‘Maracuoccio’, un antico legume da cui si ricava una gustosa polenta, la ‘maracucciata’, un riconoscimento importante per il Cilento, vera patria della dieta mediterranea: è noto al mondo intero che Ancel Keys visse molti anni a Pioppi, nel comune di Pollica.

Il buon cibo è uno degli attrattori di questo territorio, anche se l’assoluto resta il mare incontaminato, le acque cristalline, la costa lussureggiante di macchia mediterranea, un vero primato per la ricchezza in biodiversità vegetale, dovuta alla molteplicità di microclimi e microhabitat, l’emblema stesso del Parco del Cilento, la Primula Palinuri Petagna, è un rarissimo esemplare di paleoendemismo e quindi specie ad altissima protezione. Caratteristiche uniche che hanno conferito Le cinque vele di Legambiente al comune di Camerota, oltre alla vittoria per due anni consecutivi del concorso spiaggia più bella.

“La più bella sei tu” secondo Legambiente è Cala Bianca 2013 e Cala degli Infreschi 2014

Il Cilento è anche una location ricercata cui ambientare produzioni cinematografiche. Il produttore britannico Robert S. Baker girò tra Agropoli, Paestum, Trentinara e Palinuro ‘Il segreto di Montecristo, interpretato dall’attore Rory Calhoun, noto al grande pubblico per film di successo, quali ‘Come sposare un milionario’, ‘La magnifica’, moltissimi western e peplum, e il serial ‘Capitol’. Mai location fu più adatta per ‘Gli Argonauti’, ‘;Gli Argonauti 2’, ‘Ercole alla conquista di Atlantide’, ‘Scontro di Titani’. Il mito che ritorna nella terra del mito.

Francesco Rosi scelse la Certosa di Padula per la bella favola napoletana ‘C’era una volta’, interpretata da una strepitosa Sofia Loren e da un indimenticabile Omar Sharif nei panni di un principe spagnolo. Nel 1990 i fratelli Taviani sceglieranno la Certosa di Padula per il bellissimo film ‘Il sole anche di notte’, tratto da un racconto di Tolstoj. Nanni Loy visiterà il Cilento in treno con ‘Cafè express’, protagonista Nino Manfredi.

La spiaggia di Lentiscelle, a Marina di Camerota, vide lo sbarco del tenebroso Orso Maria Guerrini interprete di ‘Gioacchino Murat’: il regista Silverio Blasi, fece di Marina di Camerota il suo set, con moltissime comparse locali nel cast. Ancora Cilento per ‘Il pesce pettine’, con Stefania Sandrelli, ‘Benvenuti nel Cilento’, con Ivano Marescotti e Andrea Mingardi. La Warner bros sceglie Marina di Camerota per ‘Wonder woman’, con un seguito di circa 1000 persone nel cast, Gal Gadot, Chris Pine e Robin Wright gli interpreti principali.

La sensibilità di Mario Martone tratta il tema risorgimentale in ‘Noi credevamo’, tra l’entroterra cilentano e Camerota alta. Grande successo per ’Benvenuti al sud’, a Castellabate, ricordando ciò che ebbe a dire del Cilento Gioacchino Murat: ‘Qui non si muore’! Il Cilento lascia un segno che si esprime nel desiderio del ritorno. Così è avvenuto in passato quando attraeva poeti, scrittori e pittori, che giungevano in Italia al seguito del Grand Tour. Molti si spinsero oltre Elea-Velia, patria della filosofia, giungendo fino a questo lembo di terra remoto.

Viaggiatore audace, Franz Ludwig Catel, trasse una magnifica acquaforte raffigurante il cenotafio di Palinuro, la sua tomba vuota, e nel fondo la veduta del promontorio (1812) .

Un giovanissimo Renato Guttuso esporrà alla Quadriennale di Roma (1932), un olio intitolato ‘Palinuro’, simbolicamente metafisico, raffigurante il nocchiero deposto sulla spiaggia dal mare, abbracciato al suo timone, il corpo esanime. Ungaretti scriverà di una ‘Terra promessa’, comporrà il ‘Recitativo di Palinuro’ e la prosa poetica ‘La pesca miracolosa’, che evoca la preziosa restituzione operata dal mare della bella testa di Apollo, che affiorerà come un ritorno del mito da una rete di pescatori, (esposta al Museo Archeologico provinciale di Salerno); nel suo viaggio di ritorno dall’Africa, dove erano le sue radici, e nella MagnaGrecia, culla della cultura.

La ricerca delle proprie origini farà compiere il ‘nostos’ a Josè Pedro Diaz, docente universitario, editore, saggista, poeta e scrittore uruguaiano, originario di Marina di Camerota per parte materna, il cui tributo al paese dei suoi avi, è mirabilmente narrato nel romanzo biografia ma anche reportage di viaggio,’I fuochi di Sant’Elmo. La lettura dei ‘Fuochi di Sant’Elmo’, farà nascere il desiderio di conoscere Marina di Camerota al professor Gabriel Saad, docente emerito della Sorbona, scrittore, poeta e critico d’arte, da qualche anno nostro affezionatissimo habituè.

Il mare di Camerota ispirò il compositore napoletano Gaetano Lama che qui compose la nota e struggente canzone ‘Silenzio cantatore’, impreziosita dalle parole del poeta, scrittore e drammaturgo, Libero Bovio.

Ritornerà ad Acciaroli Ernest Hemingway, Nobel per la letteratura, che rimase incantato da quel piccolo borgo quando era al seguito del generale Clark, durante il passaggio della V armata. Visse qualche anno in una piccola casa di fronte al mare, scrivendo all’ombra di una palma. Quando pubblicarono ‘Il vecchio e il mare’, il pescatore acciarolese, Antonio ‘u viecchio, si riconobbe in quella storia.

Scriverà Norman Douglas in ‘Isole d’estate’ “Devono esserci nel Mediterraneo delle correnti marine che vanno in direzione della Campania…tanti secoli fa, in tempi mitologici, le spoglie della sirena Partenope viaggiarono galleggiando fino a Napoli, dove trovarono eterno riposo…più tardi, in età degli eroi, toccò alla salma di Palinuro, nocchiero di Enea….”

Nel mito seicentesco di Berardino Rota fu la volta di Kamaroton/Camerota, la superba ninfa trasformata in roccia dalla dea Venere per aver rifiutato l’amore di Palinuro che morirà annegato nelle acque della ‘tempesta che ritorna’ o del ‘vento contrario’ presso il temibile promontorio che porta il suo nome, mentre Camerota, eterna terra sospesa, guarda il mare…